Abbiamo il dovere morale di ricordare i sacrifici di coloro che in ogni tempo subirono e subiscono ancora, loro malgrado, gli orrori della guerra, le discriminazioni razziali e politiche, le vendette fratricide generate dall'odio politico.
Importantissime sono le loro testimonianze. È necessario diffonderle soprattutto nelle giovani generazioni, affinché siano duro monito per una continua ricerca di pace e di solidarietà tra i popoli.



PROGETTO DI RACCOLTA DOCUMENTAZIONE STORICA E SOCIOLOGICA
L'Associazione persegue un progetto di raccolta di documentazione storica e sociologica sul periodo della seconda guerra mondiale ed un particolare approfondimento della storia di Aprilia dalla sua fondazione ai giorni nostri
La finalità del progetto non si realizza nel semplice resoconto storico rappresentato egregiamente attraverso le tradizionali fonti , ma vuole cogliere gli aspetti più emozionali del vissuto dei singoli protagonisti.
L'attività dell'associazione promuove quindi la raccolta di testimonianze, (anche attraverso video-interviste), di diari, fotografie, documenti, per realizzare un grande “Museo della memoria”, in cui anche la semplice esperienza di vita della persona comune acquisti dignità di essere ricordata: la storia d'Italia nella sua parte umana, nelle emozioni e nel vissuto anche dei più umili protagonisti.
Sono queste le voci della nostra storia, testimonianze che non si trovano nei libri di testo, ma che sono importanti per capire quanto gli eventi storici influenzino, e stravolgano spesso il destino soprattutto delle persone più semplici ed umili.

ESPOSIZIONE MUSEALE "APRILIA IN GUERRA: LA BATTAGLIA DI APRILIA"
(Sezione progetto futuro Museo Civico di Aprilia nella prima meta' del '900 )
LINEE GENERALI E FINALITA' CULTURALI
Il progetto museale “Aprilia in guerra: la battaglia di Aprilia”, patrocinato dal Comune di Aprilia, è basato sull'ampia disponibilità dei reperti della Collezione storica di Ostilio Bonacini, denominata “un ricordo per la pace”.Con delibera n°163 del 12 giugno 2012, la Giunta Comunale di Aprilia ha accettato l'affidamento a titolo perenne e gratuito della collezione storica Bonacini, che consiste in più di 300 reperti militari degli eserciti che combatterono nel 1944 nel territorio di Aprilia e Cisterna, dopo lo sbarco degli alleati ad Anzio avvenuto il 22 gennaio 1944.Il 24 aprile 2013, presso l'Istituto Superiore Carlo e Nello Rosselli in via Carroceto ad Aprilia, grazie all'impegno economico preso dal Comune di Aprilia, è avvenuta l'inaugurazione del nuovo allestimento espositivo. La mostra permanente, curata dall'Associazione “un ricordo per la pace”, si inserisce in un'ottica di crescita culturale della città di Aprilia; un progetto ambizioso che aspira a far divenire Aprilia un polo culturale importante non solo in Italia, ma anche all'estero.

7 novembre 2021

Aprilia: Cerimonia commemorativa del 4 novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

 



di Elisa Bonacini


Si è tenuta nella mattinata di domenica 7 novembre la Cerimonia commemorativa del 4 novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Dopo la Santa Messa presso la Chiesa di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti in piazza Roma il corteo delle autorità e delle Associazioni ha sfilato alla volta del monumento ai Caduti ove è avvenuta la deposizione della corona della Città di Aprilia.

A seguire il discorso del Sindaco Antonio Terra.

Presenti Autorità civili e militari del territorio, rappresentanti delle Associazioni di Volontariato, Protezione civile e Croce Rossa, delle Associazioni d' Arma e Combattentistiche di Aprilia con i rispettivi labari.

Quest’ anno la cerimonia ha assunto particolare rilevanza per la ricorrenza del centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto presso il sacello dell 'Altare della Patria a Roma avvenuta il 4 novembre 1921.

La cerimonia commemorativa ha avuto seguito presso il monumento ai Bersaglieri d'Italia nell’omonima piazza. L’Associazione Bersaglieri "Adelchi Cotterli" di Aprilia presieduta da Edoardo Tittarelli ha reso omaggio con una corona d’alloro ai Bersaglieri di ogni tempo caduti per la Patria ricordando il Milite Ignoto, tumulato presso l' Altare della Patria 100 anni fa, simbolo di tutti coloro che si sono immolati per dover patrio, alcuni tra questi sepolti a nominativo ignoto.







4 maggio 2021

Aprilia, 25 aprile : inaugurata al Monumento ai Bersaglieri la targa storica riproduzione di Porta Pia






di Elisa Bonacini

Si sono tenute  nella mattinata di Domenica 25 aprile  ad Aprilia le commemorazioni della Festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo  e  dell’85° anniversario dalla Fondazione della città.

Dopo la Santa Messa presso la Chiesa di San Michele e Santa Maria Goretti e la deposizione della  corona d’alloro al monumento ai Caduti di piazza della Repubblica la giornata commemorativa è proseguita  presso  il monumento ai Bersaglieri nell’omonima piazza.

Alla presenza del Sindaco Antonio Terra,  di Autorità civili e militari e delle associazioni d’Arma e combattentistiche è stata inaugurata la targa storica riproduzione fedele di quella sita presso il monumento dei Bersaglieri a Porta Pia -Roma.

La lodevole  iniziativa dell’Associazione Bersaglieri “A. Cotterli” di Aprilia.

Ha espresso soddisfazione nel discorso al pubblico il presidente Edardo Tittarelli.

Un altra iniziativa dei bersaglieri apriliani ad aggiungersi a quelle in campo sociale quale contributo dell’associazione anche nell’emergenza covid 19.













3 maggio 2021

5 maggio : all’Elba commemorazione del bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte, Imperatore dei francesi e Re d’Itali

 


 un docufilm su Rai 2 dedicato al “Grande Esule” promosso dal giornalista apriliano Bruno Liconti


di Elisa Bonacini

Meglio varrebbe non aver vissuto che viver senza gloria” è forse la frase più rappresentativa di un personaggio di indiscusso vigore e fascino per gli amanti della storia: Napoleone Bonaparte.


Nato nel 1769 ad Ajaccio, Corsica, da una famiglia della piccola nobiltà, il prossimo 5 maggio ne ricorre il bicentenario della morte avvenuta in esilio nell'isola di Sant'Elena il 5 maggio 1821.

La data indelebile nella memoria collettiva per l’ode dedicatagli da Alessandro Manzoni pochi giorni dopo aver appreso la notizia della scomparsa. Tra i versi la frase emblematica:“Fu vera gloria?”.

Personaggio controverso l’Imperatore dei francesi e Re d’Italia al giudizio degli storici postumi e dai contemporanei della stessa epoca napoleonica. Ludwig Van Beethoven gli aveva dedicato la terza sinfonia (Eroica) che scrisse tra il 1802 e il 1804, ma ne strappò sdegnosamente il frontespizio dopo l’autoproclamazione a Imperatore il 2 dicembre 1804 alla presenza di papa Pio VII.

Tiranno o innovatore? Di fatto quella di Napoleone fu sì una dittatura dispotica ma che nello stesso tempo diede seguito ai principi della rivoluzione francese, apportando importanti svolte democratiche tra cui il Codice Civile, riforme amministrative, l’abolizione dei vincoli feudali, possibilità di carriera anche per chi non avesse avuto origini aristocratiche.

Intellettuali di ogni tempo ne hanno subito il fascino ispirandosi alla sua figura: anche Gabriele D’Annunzio ne rimase infatuato, un legame che trovava radici negli studi adolescenziali del Vate, e che ne ne alimentò i sogni di gloria, la cosiddetta “grandeur”.

Ed è forte il legame che lega Napoleone all’isola d’Elba ove ha trascorso un esilio breve, ma le cui tracce sono tangibili ancora oggi. Bonaparte sbarcò all’Elba il 4 maggio 1814 dopo la disastrosa Campagna di Russia e la sconfitta di Lipsia. Dieci mesi in cui rivoluzionò l’isola, rigenerando le forze per poi fuggire a Parigi nel febbraio 1815 tentando la riconquista del trono di Francia, dalla breve durata di 100 giorni. E poi il declino definitivo con la sconfitta a Waterloo e l’ultimo nefasto esilio sull’isola di Sant'Elena nell’’Oceano Atlantico.

Importanti testimonianze restano all’Elba i Musei delle Residenze Napoleoniche: Villa dei Mulini situata nel centro storico di Portoferraio e Villa San Martino, la residenza estiva, a pochi chilometri dal capoluogo nonchè lo splendido “Teatro dei Vigilanti” attivo ad oggi (restrizioni da covid permettendo) costruito a Portoferraio su iniziativa di Napoleone che “riqualificò” l’antica chiesa sconsacrata del Carmine.

Alla comunità elbana Bonaparte lasciò in eredità anche notevoli dipinti ed un’imponente biblioteca i cui testi sono presenti nella Biblioteca Comunale Foresana e presso il Museo.

É il giornalista apriliano Bruno Liconti, già tra gli organizzatori della rievocazione del 200esimo dello Sbarco napoleonico, a promuovere le commemorazioni del bicentenario della morte dell’Imperatore. Quest’anno ovviamente in modalità differenti causa Covid 19 non ancora debellato.


Un docufilm nel programma “Anni 20” che andrà in onda mercoledì 5 maggio in prima serata su Rai2 ci permetterà di conoscere in profondità anche il lato umano del “Grande Esule” tra storia e leggenda, svelandone aneddoti e curiosità nonchè di godere dei suggestivi scorci paesaggistici di un’isola che per bellezza è tra le più ambite mete turistiche in Italia. Nel servizio, tra gli altri, interverranno: Giordano Bruno Guerri Presidente del Vittoriale degli Italiani che in collegamento dal Vittoriale chiarirà il legame che ha unito due personaggi, Napoleone e Gabriele D'Annunzio, solo cronologicamente distanti; Maria Rosaria Gianni caporedattore cultura del Tg1 che tratterà il rapporto di Napoleone con le donne; Gennaro Sangiuliano direttore del TG2; lo storico Ernesto Ferrero autore del romanzo "N" (vincitore nel 2000 del Premio Strega) che ricostruisce i giorni dell'esilio di Napoleone all'Elba attraverso gli occhi del bibliotecario; il giornalista Augusto Minzolini che tratterà la politica di Napoleone; il giornalista Gianni Perrelli, autore di un'ironica intervista a Napoleone ai tempi del Covid; l'imprenditore nel settore turismo Alessandro Gentini;; lo chef Giovanni Muti che presenterà alcune ricette dei piatti preferiti da Napoleone tra cui il "cacciucco" e il "pollo marengo".

Amante del buon cibo ma non dei lunghi conviviali cui pare si sottraesse volentieri non appena finito il suo pur parco pasto, Napoleone era grande estimatore del buon vino, in particolare l'Aleatico, l'ottimo passito elbano; durante la permanenza all'Elba fece impiantare alcuni vitigni nei pressi della residenza a San Martino per la produzione di vini "DOC" ante litteram tra cui il rosso Côte de Rio e il bianco Monte Giove.

(Foto Sbarco napoleonico Paolo Chillè; foto Giordano Bruno Guerri e Bruno Liconti https://www.facebook.com/bruno.liconti )






29 aprile 2021

76 anni fa la Liberazione del Campo nazista di Dachau: il video di Ennio Borgia per le scuole

 29 aprile 1945. 76 anni fa la Liberazione del Campo nazista di Dachau. 

Tra i sopravvissuti il diciassettenne Ennio Borgia, il triangolo rosso cucito sull’abito consunto riciclato da altri deportati; era il segno nazista identificativo degli oppositori politici.


Catturato nel febbraio 1944 dai tedeschi nelle valli del torinese insieme ad un gruppo di partigiani  aveva trascorso lunghi mesi in prigionia nel campo, lottando per la sopravvivenza fino alla liberazione avvenuta per l’intervento delle truppe americane.

Scomparso nel maggio 2019,  la sua storia è emersa  grazie all'attività  di ricerca dell’ Associazione "Un ricordo per la Pace" che nel settembre 2011  raccolse la testimonianza nel dvd “Ennio Borgia n°69791: un sopravvissuto a Dachau”.


Il video è stato proiettato in diversi Istituti scolastici del territorio pontino in occasione dei numerosi incontri con i ragazzi; nel 2015 aveva ottenuto la concessione del logo ufficiale del 70° Anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione.

Appena rilevata la storia l’associazione aveva preso contatti con il Memoriale di Dachau per segnalare la presenza ad Aprilia di un ex prigioniero italiano ancora vivente. La risposta  fu immediata e calorosa. Borgia venne invitato a Dachau nell’aprile 2012 per partecipare alla cerimonie commemorative della liberazione del campo. Anche la televisione nazionale con una troupe di RAI 1 lo seguì in Germania per un servizio in Tv7 della giornalista Elisabetta Mirarchi.

Fu una forte emozione per Ennio rivedere il luogo dove si trovava la sua baracca n° 25, che ospitava in maggior parte prigionieri italiani, accolto con grande affetto dalla Città di Dachau e dal giovane Sindaco, il Borgomastro Florian Hartmann.



“Mi hanno fatto sentire un eroe!” aveva dichiarato commosso al rientro Ennio che nel viaggio della memoria era stato accompagnato dalla moglie Speranza e dalla figlia Adna.

 Elisa Bonacini  presidente di Un ricordo per la pace: “Il Covid ha falcidiato ormai anche  gli ultimi  sopravvissuti alla deportazione nazista, sempre più rari i testimoni di quel periodo tra i più oscuri della nostra storia.  Sta alle giovani generazioni portarne avanti il ricordo, ora più che mai, per contrastare intolleranze razziali, odio politico e omofobia che stanno dilagando pericolosamente nella nostra società. 

Siamo orgogliosi del lavoro svolto con Ennio,  sempre disponibile a rapportarsi con i ragazzi. E ora che non c’è più il nostro video perpetuerà il suo messaggio di pace. Lieti di metterlo a disposizione gratuitamente  per le scuole che ne faranno richiesta.”







14 aprile 2021

APPELLO DI “UN RICORDO PER LA PACE” PER LA MEDAGLIA D'ONORE A RAFFAELE PISU

 

nel 1943  collaborò con i partigiani  contro il nazifascismo; catturato dai tedeschi venne internato 15 mesi in un campo di prigionia in Germania


di Elisa Bonacini

Appello di "Un ricordo per la pace” per proporre il conferimento della Medaglia d’onore alla memoria del compianto attore Raffaele Pisu, deportato civile nei campi nazisti dopo l’8 settembre 1943.






Nato a Bologna il 24 maggio 1925 e scomparso nel luglio 2019 all’età di 94 anni, Raffaele Pisu (pseudonimo di Guerrino Pisu) è tra i volti nel tempo più noti al grande pubblico nell’ambito di teatro, cinema e tv. Attore poliedrico ed ironico nella lunga carriera ha interpretato magistralmente ruoli anche drammatici. Memorabile l’interpretazione in “Italiani brava gente” film capolavoro del 1964 con regia di Giuseppe De Santis, ambientato nella tragica Campagna di Russia.



A livello televisivo Pisu è rimasto nel cuore dei bambini degli anni 70 per l’animazione del pupazzo del tenero personaggio di Provolino.

Come accaduto per i padri IMI di Vasco Rossi, di Francesco Guccini e recentemente per Pilade Farnesi, padre dell’attore Roberto Farnesi, l’associazione si fa promotrice della richiesta della Medaglia d’onore.


La Medaglia d’onore viene conferita tramite Decreto del Presidente della Repubblica agli ex internati militari ed ai civili deportati nei campi di concentramento nazisti e costretti a lavorare per l’economia di guerra della Germania; la richiesta può essere effettuata dagli eredi.

La deportazione di Raffaele Pisu era già nota alla “Un ricordo per la pace” attiva da oltre 10 anni nel progetto ”MEMORIA AGLI IMI” in collaborazione con “ANRP” Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione. 

Lo stimolo a cercare un contatto con la famiglia è scaturito tuttavia dalla partecipazione del figlio ad “Oggi è un altro giorno”, puntata di lunedì 12 aprile scorso, la trasmissione condotta da Serena Bortone su Rai 1. È l’attore e regista Antonio Pisu, che ha seguito le orme artistiche paterne, a parlare delle vicissitudini del padre, ben 15 mesi trascorsi nei lager nazisti. 

Ma in in questo caso non si tratta di un internato militare. Anagraficamente, seppur di poco, Raffaele, classe 1925, era troppo giovane per essere chiamato in guerra. Il suo NO al nazifascismo la esercitò da civile a fianco dei partigiani, fino alla cattura ed alla deportazione in Germania.


Non potevamo rimanere insensibili a questa storia. Come associazione siamo felici di dare il nostro contributo perché certe vicende non vengano dimenticate ed assumano il giusto rilievo. È stato un periodo buio della nostra storia che deve essere ricordato ed il sacrificio dei nostri padri internati in quei campi assume ancor più valore in questi tempi di pandemia in cui a tutti è richiesto di contribuire con il massimo impegno e qualche sacrificio per il bene comune ed il ritorno alla vita di sempre”

Abbiamo fiducia che il figlio Antonio ci contatti al più presto affinché ci possiamo mobilitare fin da subito per ottenere questo importante riconoscimento per il padre, seppur postumo. Il traguardo potrebbe essere raggiunto già il 27 gennaio 2022 nella Giornata della Memoria con la consegna dell’onorificenza presso la Prefettura di competenza.

Un modo il nostro per dire grazie a chi è stato uno dei tasselli nella costruzione della libertà e della democrazia.

IL NOSTRO IMPEGNO PER GLI IMI E NON SOLO

L’associazione “Un ricordo per la pace”  ricordiamo, oltre a svolgere attività divulgativa della storia degli IMI è curatrice della mostra omonima “Un ricordo per la pace” sul tema “Aprilia in guerra: la Battaglia di Aprilia” (collezione Ostilio Bonacini); inaugurata nel 2013 con patrocinio del Comune di Aprilia   in  sede temporanea presso il Liceo “A.Meucci” attende da anni una soluzione stabile. 

Ha organizzato vari incontri nelle scuole laziali su argomenti quali le guerre mondiali, internamento militare e deportazione nei campi nazisti, raccogliendo e divulgando le testimonianze degli ultimi sopravvissuti alla prigionia.

Ha in attivo ricerche sui 190 dispersi in guerra in territorio pontino in collaborazione con il DPAA acronimo di “DEFENCE POW/MIA ACCOUNTING AGENCY” del Defence Pentagon di Washington. É l’Ente del Dipartimento della Difesa Statunitense che ha il compito di localizzare, identificare e  “riportare a casa” i resti degli americani dispersi in guerra ( PROGETTO M.I.A. : Missing In Action); è stata promotrice ad Aprilia dell’istituzione della giornata commemorativa del 28 maggio, data della liberazione dell’Agro Pontino dal nazifascismo. Nel 2013 promotrice con il reduce britannico Harry Shindler dei Memorali ai Caduti senza sepoltura del 1944, tra cui il Sottotenente dei Fucilieri Britannici Eric Fletcher Waters, padre della rockstar Roger Waters che presenziò eccezionalmente alla cerimonia di inaugurazione il 18 febbraio 2014.

Tra i progetti più ambiti il MUSEO DELLA PACE ad Aprilia cui l’associazione sta lavorando tenacemente da molti anni cercando il consenso delle Istituzioni. Oltre alla mostra in ricordo della guerra che ha duramente segnato il territorio nel 1944 il progetto includerebbe una sezione riservata all’internamento ed alla deportazione nei campi nazisti, alla tragedia della Shoah, nonché  rappresenterebbe una grande vetrina delle figure dei grandi pacifisti del mondo e delle iniziative per la pace di tutti i tempi.  Finalità del progetto è promuovere la cultura della pace e della solidarietà tra i popoli, contro ogni forma di razzismo e discriminazione culturale e di genere.

La nostra parola d’ordine è “condivisione”. E siamo desiderosi pertanto di entrare in collaborazione con organizzazioni, associazioni e singoli cittadini sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Tra gli obiettivi quello di entrare al più presto a far parte della rete internazionale dei Musei per la Pace coinvolgendo in particolare le giovani generazioni, artefici del nostro futuro. A loro passa necessariamente il testimonial di memoria degli orrori del passato, a monito e speranza di costruire un mondo di pace più giusto e solidale.