Abbiamo il dovere morale di ricordare i sacrifici di coloro che in ogni tempo subirono e subiscono ancora, loro malgrado, gli orrori della guerra, le discriminazioni razziali e politiche, le vendette fratricide generate dall'odio politico.
Importantissime sono le loro testimonianze. È necessario diffonderle soprattutto nelle giovani generazioni, affinché siano duro monito per una continua ricerca di pace e di solidarietà tra i popoli.



PROGETTO DI RACCOLTA DOCUMENTAZIONE STORICA E SOCIOLOGICA
L'Associazione persegue un progetto di raccolta di documentazione storica e sociologica sul periodo della seconda guerra mondiale ed un particolare approfondimento della storia di Aprilia dalla sua fondazione ai giorni nostri
La finalità del progetto non si realizza nel semplice resoconto storico rappresentato egregiamente attraverso le tradizionali fonti , ma vuole cogliere gli aspetti più emozionali del vissuto dei singoli protagonisti.
L'attività dell'associazione promuove quindi la raccolta di testimonianze, (anche attraverso video-interviste), di diari, fotografie, documenti, per realizzare un grande “Museo della memoria”, in cui anche la semplice esperienza di vita della persona comune acquisti dignità di essere ricordata: la storia d'Italia nella sua parte umana, nelle emozioni e nel vissuto anche dei più umili protagonisti.
Sono queste le voci della nostra storia, testimonianze che non si trovano nei libri di testo, ma che sono importanti per capire quanto gli eventi storici influenzino, e stravolgano spesso il destino soprattutto delle persone più semplici ed umili.

ESPOSIZIONE MUSEALE "APRILIA IN GUERRA: LA BATTAGLIA DI APRILIA"
(Sezione progetto futuro Museo Civico di Aprilia nella prima meta' del '900 )
LINEE GENERALI E FINALITA' CULTURALI
Il progetto museale “Aprilia in guerra: la battaglia di Aprilia”, patrocinato dal Comune di Aprilia, è basato sull'ampia disponibilità dei reperti della Collezione storica di Ostilio Bonacini, denominata “un ricordo per la pace”.Con delibera n°163 del 12 giugno 2012, la Giunta Comunale di Aprilia ha accettato l'affidamento a titolo perenne e gratuito della collezione storica Bonacini, che consiste in più di 300 reperti militari degli eserciti che combatterono nel 1944 nel territorio di Aprilia e Cisterna, dopo lo sbarco degli alleati ad Anzio avvenuto il 22 gennaio 1944.Il 24 aprile 2013, presso l'Istituto Superiore Carlo e Nello Rosselli in via Carroceto ad Aprilia, grazie all'impegno economico preso dal Comune di Aprilia, è avvenuta l'inaugurazione del nuovo allestimento espositivo. La mostra permanente, curata dall'Associazione “un ricordo per la pace”, si inserisce in un'ottica di crescita culturale della città di Aprilia; un progetto ambizioso che aspira a far divenire Aprilia un polo culturale importante non solo in Italia, ma anche all'estero.

4 maggio 2026

 


“La memoria dei Pionieri di Aprilia”

 una raccolta di immagini d’epoca per non disperdere il patrimonio storico della Città


progetto promosso dall’Associazione “Un ricordo per la pace"

Alice Basso (prima a sinistra) e ragazzi della famiglia Basso e Sittaro

di Elisa Bonacini

É stato celebrato giovedì 25 aprile scorso, in concomitanza della Festa nazionale della Liberazione, l’88° anniversario dalla Fondazione della Città di Aprilia. Quarta città dell'Agro Pontino bonificato, Aprilia venne fondata il 25 aprile 1936 da Benito Mussolini. Realizzata in 18 mesi su progetto degli architetti C. Petrucci e M. Tufaroli e degli ingegneri F. Paolini e R. Silenzi venne inaugurata il 29 ottobre 1937. Come madrina ebbe il più grande comune rurale d'Italia dell'epoca, la città di Capannori (Lucca) che portò in dono alla nuova città il Gonfalone. 

Il nome “Aprilia” deriva, oltre che dal mese di fondazione, da Venus Aprilia, “Venere Feconda” la divinità latina protettrice della rinascita e della prosperità. Nel 2012, su decreto del Presidente della Repubblica, le è stato conferito il titolo di Città (richiesta del Consiglio comunale n. 36 del 7 giugno 2011).

La data di fondazione di Aprilia è una ricorrenza che induce al ricordo dei Pionieri della bonifica ed ai coloni concessionari dei poderi ONC (Opera Nazionale Combattenti) che vi si insediarono negli anni '30. A quel periodo specifico è dedicato il progetto di raccolta di immagini inedite promosso dall’Associazione “Un ricordo per la pace”.  “La memoria dei Pionieri di Aprilia” è un progetto culturale che prende corpo nel 2011 per cogliere le testimonianze degli ultimi protagonisti viventi di quell’importante tassello della storia apriliana. Ora l’intento dell’associazione è quello di non disperdere il materiale fotografico d’epoca residuo, patrimonio storico della città. Finalità del progetto la realizzazione di un documentario e di una mostra fotografica. Si invitano pertanto alla collaborazione i cittadini di Aprilia eredi delle famiglie storiche di Aprilia presenti sul territorio dalla sua nascita. Il materiale fotografico d’epoca potrà arrivare sotto forma digitale preferibilmente in formato jpg alla email di “Un ricordo per la pace” el.bonacini@gmail.com 

Gli anni oggetto della raccolta sono quelli che vanno dagli anni 30 fino all’immediato dopoguerra.

Un modo di perpetuare la memoria di queste famiglie che arrivarono con tante speranze nella "terra promessa" appena bonificata. Fu l’Opera Nazionale Combattenti ad occuparsi della gestione dei terreni risanati e dei poderi che vi venivano costituiti affidandoli in concessione ai coloni, famiglie numerose provenienti per la maggior parte dal Veneto, Friuli ed Emilia, regioni allora povere e sovraffollate. Requisito fondamentale per l’assegnazione del podere aver avuto un combattente nella Grande Guerra. La coltivazione principale nel podere era quella del grano: l' “oro” dei coloni. Il grano prodotto era prelevato dall'O.N.C. e pagato con piccoli incentivi in denaro proporzionati ai quintali realizzati. Alle famiglie venivano lasciati due quintali a persona. Con i proventi della produzione del grano i coloni potevano sperare di riscattare il podere nei tempi previsti (circa 20 anni). Tra l'altro i coloni meno produttivi rischiavano di essere sostituiti e quindi di perdere il terreno. 

I coloni lavorarono duramente per rendere produttive le campagne, non tutte con lo stesso grado di fertilità: il loro è stato un contributo fondamentale anche nella ricostruzione post bellica, pagando un prezzo altissimo di vittime dei residuati bellici. A tutti la città di Aprilia deve eterna gratitudine.

Tra le testimonianze raccolte dall’associazione “Un ricordo per la pace” vogliamo ricordare quella di Alice Sittaro in Basso, scomparsa nel 2017.

Alice Sittaro, classe 1925, arrivò in territorio pontino nel 1933 proveniente da Fagagna (Udine),la sua era una famiglia composta da 7 persone. Nella video intervista realizzata nel 2011 presso la sua abitazione a Carano espresse quei ricordi ancora nitidi nella mente, in particolare il giorno della Fondazione di Aprilia. Lei, Alice aveva solo 11 anni: “Allora noi eravamo in un podere a borgo Montello. Vennero a prendere tutti i bambini della scuola del nostro borgo e quelli di borgo Bainsizza. Ci portarono con le “Pavesi” – ndr : trattori con rimorchio- a quella che poi sarebbe divenuta Aprilia. Non c'era ancora niente, solo un grande prato. C'erano tantissime persone, e tutte le autorità. A noi bambini sembrava una grande festa. Io ero molto emozionata, mi sentivo grande vestita da “piccola italiana”. Mussolini ci passò vicino sorridendoci. A me diede una carezza sulla guancia. Assistemmo così alla posa della prima pietra ad Aprilia. Era il 25 aprile 1936”.

Successivamente la famiglia Sittaro si dovette trasferire dal podere a Borgo Montello ad Aprilia località Carano, podere numero 253,  nelle vicinanze della tomba di Menotti Garibaldi, in quanto il primo podere assegnato era diventato molto più piccolo, poiché attraversato dal canale Mussolini.

Nella ricorrenza della data di fondazione di Aprilia un doveroso ricordo va allo storico apriliano Bernardino Tofani scomparso nel 2014. Bernardino Aprilia l'aveva vista nascere assistendo passo passo con occhi di bambino alla sua costruzione. Immenso il  suo lavoro di ricerca che ha divulgato con generosità in numerose pubblicazioni, tra cui “Aprilia e il suo territorio” un testo che dovrebbe essere messo a disposizione di tutte le scuole.

(cenni di storia di Aprilia https://www.comune.aprilia.lt.it/home/entrare/la-citta/)


Famiglia Fiorini presso podere ONC Aprilia







GIORNO DELLA MEMORIA 

L’OMAGGIO SOCIAL DI VASCO ROSSI AL PADRE E A TUTTI GLI IMI



di Elisa Bonacini


Il 27 gennaio scorso, nel Giorno della Memoria, mentre erano in corso in tutta Italia le cerimonie istituzionali tra cui quella tenutasi presso il Teatro Ponchielli di Latina, la memoria correva veloce anche sulle piattaforme digitali. La rockstar Vasco Rossi ha voluto rinnovare nelle sue pagine social il ricordo del padre Giovanni Carlo Rossi internato militare nel campo nazista di Dortmund in Germania durante la seconda guerra mondiale.

Con un post a sorpresa che ha fatto immediatamente il giro del web, il "Blasco" nazionale ha voluto condividere anche una testimonianza di una delle vicende più dolorose della nostra storia, pubblicando uno stralcio del video-documentario “Il Futuro della Memoria” realizzato nel 2013 dall’Associazione apriliana “Un ricordo per la pace” per la Cerimonia della Giornata della Memoria 2014 presso la Prefettura di Latina. Protagonista del breve filmato on line è Cosmo Coccoluto ex Internato Militare Italiano nei campi nazisti (IMI). Originario di Gaeta ove è deceduto nel 2020 all’età di 101 anni, con voce rotta dall’emozione, Cosmo, insignito poi nel 2014 di medaglia d'Onore IMI, aveva raccontato alcuni terribili episodi dei giorni vissuti in prigionia recitando a chiosa della testimonianza "Il doloroso canto dei prigionieri", lirica da lui composta nel 1944 nel lager nazista.

Le parole di Coccoluto, che invocano protezione per l’Italia ed il suo tricolore sotto il "lento nevicar" dei giorni di prigionia, risuonano come un monito contro l'inutilità della guerra in ogni tempo. 

Per Vasco Rossi questo tributo personale agli IMI affonda le radici nel proprio DNA. Il padre Giovanni Carlo Rossi, detto "Carlino", insignito di medaglia d’onore IMI nel 2020, fu infatti uno dei 650.000 soldati italiani che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 scelsero il "No" al nazifascismo, preferendo la deportazione al tradimento del giuramento alla Patria. Vasco Rossi, nato il 7 febbraio 1952 a Zocca (MO), porta il nome di un compagno di prigionia del padre che gli salvò la vita durante un bombardamento in Germania. Un gesto di gratitudine di Carlino per quel soldato mai dimenticato che con coraggio lo aveva soccorso in quei momenti drammatici permettendo il ritorno a casa e  di formarsi successivamente la propria famiglia, dando vita al più amato rocker della musica italiana.

Vasco ha più volte ricordato come il padre tornò dalla prigionia fortemente dimagrito e segnato fisicamente, tanto da ipotizzare che la morte a soli 56 anni nel 1979 nell'esercizio della professione di camionista potrebbe essere stata una conseguenza delle sofferenze subite in prigionia.


I tristi ricordi del lager, la fame, i maltrattamenti subiti, la morte di alcuni compagni li aveva riportati in un diario trascritto poi dalla moglie, signora Novella Corsi. 


La storia del conferimento della Medaglia d’Onore alla memoria di Giovanni Carlo Rossi ha rappresentato uno dei momenti mediaticamente più significativi nell'attività dell’associazione “Un ricordo per la pace”. Il percorso che ha portato questo prestigioso riconoscimento alla famiglia Rossi aveva avuto inizio nel luglio 2019, quando l’associazione lanciò un accorato appello pubblico a Vasco Rossi pubblicato in un articolo del "Resto del Carlino" di Modena.

L'associazione, impegnata da 15 anni nel progetto "Memoria agli IMI", aveva messo a fuoco la vicenda di Carlino, catturato all'isola d'Elba il 17 settembre 1943 e deportato nello Stalag VI D di Dortmund, in Germania, per aver rifiutato di collaborare con il nazifascismo. Vasco accolse con entusiasmo la proposta e l'associazione, come abitualmente opera anche per persone meno note, si fece carico gratuitamente dell'iter burocratico, operando in sinergia con il Comune di Zocca. La domanda ufficiale per il riconoscimento fu firmata dalla signora Novella Corsi, mamma del cantante e vedova di Carlino. Il 27 gennaio 2020, in occasione del Giorno della Memoria, presso la Prefettura di Modena, il Prefetto Pierluigi Faloni consegnò l'onorificenza alla signora Novella, accompagnata dal nipote Luca Rossi e dalla storica collaboratrice di Vasco Tania Sachs che aveva curato i contatti con l’associazione. Sebbene assente per motivi professionali, Vasco Rossi aveva voluto celebrare l'evento con un toccante video-messaggio sui social, ringraziando pubblicamente l'associazione apriliana per aver dato voce al "No" di suo padre e di tutti gli Internati Militari Italiani.

Quella degli IMI è stata per decenni una "resistenza senz'armi" ingiustamente oscurata, una coltre di oblio che testimonianze come quella di Cosmo Coccoluto contribuiscono a squarciare. L’attività divulgativa di “Un ricordo per la pace” continua e vuole essere stimolo ad aprire i personali cassetti della Memoria ed onorare i propri "eroi di famiglia". Possiamo pertanto dire con orgoglio che Aprilia si piazza ai primi posti nel panorama pontino per numero di onorificenze ricevute.

Il video di Coccoluto sulle pagine social di Vasco ha ricordato a migliaia di fan che la libertà è un bene prezioso conquistato a caro prezzo. Come sottolineato quest’anno nel discorso ufficiale del Prefetto di Latina Ciaramella, in un’epoca di linguaggi violenti spesso usati anche nei social, l’esempio di chi ha saputo dire "No" alla barbarie nazista resta uno dei riferimenti fondamentali per le nuove generazioni. La fiamma della memoria, alimentata anche da queste testimonianze, continua a bruciare per ricordarci che dimenticare gli orrori del passato significa esporsi fortemente al rischio di riviverli.

Grazie Vasco del tuo contributo e tantissimi Auguri per il tuo 74° compleanno dalla redazione del Giornale del Lazio e da tutti i tuoi numerosissimi fan locali. 


20 ottobre 2025

MARCIA DELLA PACE PERUGIA ASSISI 2025: Aprilia presente!


a 64 anni dalla prima edizione con la speranza di pace e fraternità tra i popoli


di Elisa Bonacini

el.bonacini@gmail.com

Si è svolta domenica 12 ottobre la 64esima edizione della Marcia della Pace Perugia-Assisi. L’iniziativa, ispirata al pacifismo di San Francesco e Gandhi, nacque su idea di Aldo Capitini che organizzò la prima marcia tra Perugia e Assisi il 24 settembre 1961 durante la “guerra fredda” (1947-1991), periodo segnato dalla paura di un conflitto nucleare per la grande tensione geopolitica tra gli Stati Uniti  e l'Unione Sovietica  con con la divisione del mondo in due blocchi  contrapposti (occidentale e orientale). 

Icona dell’edizione 2025 della Marcia della Pace la frase “Imagine all the people”   tratta dal testo di “Imagine” di John Lennon. Scritta nel 1971 è la canzone simbolo della speranza di una pace globale nell’utopia di un mondo unito fraternamente, senza più guerre.

Si spiega nella pagina ufficiale dell’iniziativa 2025: “In un mondo devastato dall’individualismo, dall’egoismo e dall’indifferenza che uccide e lascia uccidere, mentre lo scontro di interessi alimenta spietate guerre di ogni genere, mentre guerre sanguinose si accaniscono ferocemente contro bambini, donne, malati e anziani, in un mondo intriso di violenza, pieno di muri e confini, mentre si accelera un’incontrollata corsa al riarmo, di fronte ai segni sempre più marcati della “terza guerra mondiale”, noi vogliamo reagire con “un nuovo sogno di fraternità e amicizia sociale”

La Marcia della Pace 2025 ha visto oltre 200.000 partecipanti tra cui delegazioni di 503 associazioni, di 190 scuole e università e di 250 Enti Locali nonchè tanti semplici cittadini. Un fiume di persone, per 14 km ininterrotti, che hanno marciato per una distanza di circa 28 Km. La partenza alle ore 9.00 dai Giardini del Frontone a Perugia per arrivare intorno alle 15 alla Rocca Maggiore di Assisi, ai piedi della Basilica di San Francesco, Patrono d’Italia, la cui festa nazionale nella giornata del 4 ottobre, abolita nel 1977, è stata introdotta nuovamente da pochi giorni. 

La marcia della Pace e fraternità 2025 ha visto forte il sostegno contro il genocidio a Gaza; molte le bandiere di Palestina e Israele legate insieme oltre a tantissime bandiere della pace.

Anche la città di Aprilia era presente con una rappresentanza di oltre cento cittadini. A raccogliere le adesioni ed organizzare il viaggio in pullman l’ex assessore del Comune di Aprilia Alessandro D’Alessandro.

“Nei mesi che hanno preceduto l’iniziativa - spiega Alessandro- sono stato contattato da più persone, memori che, in qualità di Assessore, avevo organizzato il trasporto e l’adesione a numerose marce della Pace negli anni passati. Desideroso più che mai di pormi al servizio della nostra Città mi sono dato subito da fare ed è stato naturale raccogliere oltre cento adesioni in poco tempo. Così abbiamo riempito un pullman da 55 posti e aiutato a completare altri pullman che erano di passaggio sul nostro territorio diretti alla stessa meta. Ci siamo dati appuntamento alle ore 5 in piazza Roma, ad Aprilia. Nonostante l’ora, alle prime luci dell’alba, sui volti si disegnavano sorrisi ed era tangibile la voglia di volersi unire al grande coro per poter testimoniare i nostri valori che dovrebbero essere universali.” 

Continua Alessandro: “All’arrivo a Perugia abbiamo trovato un fiume di persone che, pacificamente, hanno dato forza alla voce di chi crede che tutti i popoli debbano avere le stesse opportunità e soprattutto poter vivere nella Pace. Ci si è sorretti, si è rallentato il passo, ci si è incoraggiati per potere, INSIEME, raggiungere lo stesso obiettivo, perché è insieme che si devono raggiungere certe mete.

Alessandro, cosa lascia interiormente aver vissuto questa esperienza?

“Aver percorso oltre 28 km a piedi per raggiungere la vetta della Rocca di Assisi, porta con sé la ricchezza di ritornare più ricchi, con nuove energie e soprattutto con la consapevolezza che non siamo i soli ancora a credere a determinati valori. Abbiamo l’obbligo di riportare tutte queste energie riversandole nelle nostre vite, nella nostra Città, nelle nostre case, famiglie e posti di lavoro, testimoniando e stimolando riflessioni su come ogni giorno tutti possiamo e dobbiamo partecipare al cambiamento della nostra società. Sempre più convinto che da soli si può correre sicuramente più veloci ma è solo insieme che si può percorrere decisamente più strada.”


(articolo pubblicato sul Giornale del Lazio Direttore Bruno Iorillo; foto Alessandro D’Alessandro; Paola Carnevali)



















5 maggio 2025

UNA POESIA PER LE VITTIME DI PEDOFILIA- Elisa Bonacini



E tutti i colori delle favole divennero opachi e lordi.

Sorrisi ad inganno

Mani avide 

a rubare la tua anima indifesa.

Maledetto 

chi ha violato la tua innocenza.

Sprofondi all’inferno.

Là non ti troverà più, 

angelo mio.

Elisa Bonacini

(dalla  raccolta "realtà, finzione e fantasia" dedicata a una piccola vittima di pedofilia)




4 maggio 2025

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE ricordiamo la resistenza degli IMI nei lager nazisti


 in una lettera di un ex IMI la toccante testimonianza dei giorni di prigionia


di Elisa Bonacini

el.bonacini@gmail.com

È stata celebrata lo scorso 25 aprile la Festa della Liberazione dal nazifascismo. Divenuta festa nazionale dal 1946, questa giornata ci invita a riflettere sul valore della Resistenza e sul sacrificio di tutti coloro, uomini e donne, che lottarono per un' Italia libera e democratica. Meno conosciuta ma non meno eroica, solo recentemente rivalutata, la resistenza degli nostri militari italiani internati nei lager nazisti dopo l’armistizio dell’Italia, durante la seconda guerra mondiale.

Firmato a Cassibile il 3 settembre 1943 dai generali Giuseppe Castellano e Walter Bedell Smith e reso pubblico dal generale Badoglio alle ore 20 dell'8 settembre 1943 l’armistizio sancì la fine dell'alleanza dell'Italia con la Germania nazista. I soldati italiani sui vari fronti si trovarono di fronte ad una scelta drammatica. Oltre 650.000 militari rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana o alle formazioni della Germania e pertanto vennero catturati dai tedeschi e deportati nei campi di concentramento del Terzo Reich. Una scelta coraggiosa, una resistenza senza armi pagata duramente sulla propria pelle da oltre 650mila soldati italiani, i cosiddetti IMI, acronimo di Internati Militari Italiani. Obbligati a lavorare fino a 12 ore al giorno in un regime alimentare scarsissimo, esposti al rischio dei frequenti bombardamenti, furono circa 60.000 gli IMI che non sopravvissero e migliaia di loro morirono al rientro in Italia dopo la liberazione causa la debilitazione organica e gravi malattie contratte in prigionia, tra cui la tubercolosi.

La Repubblica italiana con legge n. 296/2006, ha concesso agli IMI la medaglia d’onore, onorificenza conferita con Decreto del Presidente della Repubblica agli ex deportati militari e civili a titolo di risarcimento morale per la fedeltà alla Patria. La richiesta dell’onorificenza può essere effettuata dagli eredi, visto ormai l’esiguo numero di Imi viventi.

Recentemente, a gennaio 2025, è stata istituita una giornata in loro memoria. La data scelta è il 20 settembre di ogni anno in ricordo del 20 settembre 1943, giorno in cui Hitler modificò la condizione dei soldati italiani catturati sui vari fronti da prigionieri di guerra a internati militari. Fu un abile stratagemma del Führer per sottrarre i prigionieri italiani alle tutele della Convenzione di Ginevra e della Croce Rossa Internazionale.

L’associazione apriliana “Un ricordo per la pace”, ricordiamo, da oltre 13 anni assiste gratuitamente gli aventi diritto nelle richieste della medaglia d’onore. Tra le pratiche curate dall’associazione anche quelle per il conferimento dell’onorificenza ai papà IMI del rocker Vasco Rossi e dell’attore Roberto Farnesi, rispettivamente Giovanni Carlo Rossi e Pilade Farnesi. 

Aprilia orgogliosamente si distingue nel territorio pontino per l'elevato numero di medaglie d'onore conferite a suoi cittadini. Tra gli insigniti di questa onorificenza ricordiamo in ordine cronologico di consegna: Ernesto Bonacini, Alfio Fiorini, Aldo Boccabella, Gino Forconi, Amedeo Luciani, Giuseppe Raggi, Alfredo Federici, Giuseppe Romani, Domenico Fusco, Sante Tantari, Guido Vitali, Aldemiro Casoni, Giovanni Iencinella, Arturo Di Muccio, Tersilio Carnevali, Duino Colantoni e Silvio Pieralisi.

Mantenere la memoria del sacrificio degli IMI è un dovere. La loro storia, fatta di dignità, coraggio e fedeltà alla Patria, rappresenta un importante insegnamento per apprezzare ulteriormente i valori di libertà e democrazia. Voglio ricordare anche che diversi anni fa è stata formalizzata senza alcun esito al Comune di Aprilia la richiesta di intitolare una via/piazza/parco alla loro memoria. La proposta dell’Associazione “Un ricordo per la pace” e dell’Associazione Arma Aeronautica di Aprilia è stata condivisa nel tempo con altre associazioni. Un’iniziativa che se realizzata dalla futura amministrazione onorerebbe ulteriormente il sacrificio degli IMI e assicurerebbe che non vengano dimenticati dalle nuove generazioni.

Ed ora voglio dare voce a chi ha vissuto in prima persona quei giorni terribili proponendo alcuni stralci della lettera/ testimonianza che mio padre Ernesto Bonacini, deportato a Zeithain, scrisse ed inviò nell’immediato dopoguerra all' ANEI , l’allora neonata associazione degli ex internati militari. É un documento ritrovato alla sua morte tra la documentazione riservatissima conservata nei suoi “cassetti della memoria”: lettere, fotografie e il suo “diario di guerra e prigionia”. Ho violato i suoi segreti, ma, credo, a fin di bene.

“(…) Era ancora possibile per chi avesse voluto, optare. Un giorno, siamo ai primi di febbraio 1944,  passai per una baracca di ammalati gravi di tisi, uomini che avevano contati i giorni di vita.

Mi avvicinai ad un compagno intento ad osservare delle fotografie. Era, come mi disse, della mia classe, 1923. Con occhi che non avevano più luce guardando una piccola foto rispondeva a quanto io gli domandavo. Pure immaginando la risposta volli chiedere chi fosse quella donna. (Per esperienza sapevo quanto valore abbia la parola di un amico in simili circostanze). “Mia madre è” mi rispose. In un attimo dinanzi a me vidi una donna sulla soglia di una casa nella disperata attesa di chi non può ritornare. “Opta!”gli dissi, con la speranza di ridare un figlio a una madre. Abbassai lo sguardo per non incontrare il suo. “No!” mi rispose, con una voce che non era quello di uno che stava per morire. Dopo 11 giorni quel ragazzo fu portato alla pineta. E non fu il solo. (…) Nel Vorlager, luogo adibito per la disinfezione e bagno che avveniva circa una volta al mese si sono radunati medici italiani e tedeschi per l'autopsia ad uno dei nostri tanti morti deceduti senza la possibilità di avere un accertamento. La discussione è animata. Il colonnello italiano non è concorde con il giudizio dei dottori tedeschi. Non dimenticherò mai il viso trasfigurato di quel medico che affermava: “è morto di fame!”. Così mi disse allora l’amico Vittorio che aveva assistito all'esame.(…).

E la toccante chiosa della lettera: “Salutiamo fieri e commossi i compagni che in terra di Germania tra le più atroci barbarie, tra i più estenuanti dei lavori, tra le più colossali delle sofferenze hanno lasciato la vita. La loro forza di sopportazione ci è stata di esempio nel superare le avversità di ogni momento; la loro altezza morale ci è stata di incitamento a resistere fino in fondo mentre l’esistenza quotidiana diventava sempre più gravosa.

Al dolore delle famiglie di Questi noi partecipiamo perché noi abbiamo vissuto con Essi che ci furono fratelli in tanta cattività. I compagni dei lager di Germania che con noi non hanno fatto ritorno ci saranno di incitamento nelle opere di ricostruzione che la Patria, libera da ogni vincolo straniero, attende.” Ernesto Bonacini Stalag IV B 256699 

alcuni degli IMI di Aprilia