GIORNO DELLA MEMORIA
L’OMAGGIO SOCIAL DI VASCO ROSSI AL PADRE E A TUTTI GLI IMI
di Elisa Bonacini
Il 27 gennaio scorso, nel Giorno della Memoria, mentre erano in corso in tutta Italia le cerimonie istituzionali tra cui quella tenutasi presso il Teatro Ponchielli di Latina, la memoria correva veloce anche sulle piattaforme digitali. La rockstar Vasco Rossi ha voluto rinnovare nelle sue pagine social il ricordo del padre Giovanni Carlo Rossi internato militare nel campo nazista di Dortmund in Germania durante la seconda guerra mondiale.
Con un post a sorpresa che ha fatto immediatamente il giro del web, il "Blasco" nazionale ha voluto condividere anche una testimonianza di una delle vicende più dolorose della nostra storia, pubblicando uno stralcio del video-documentario “Il Futuro della Memoria” realizzato nel 2013 dall’Associazione apriliana “Un ricordo per la pace” per la Cerimonia della Giornata della Memoria 2014 presso la Prefettura di Latina. Protagonista del breve filmato on line è Cosmo Coccoluto ex Internato Militare Italiano nei campi nazisti (IMI). Originario di Gaeta ove è deceduto nel 2020 all’età di 101 anni, con voce rotta dall’emozione, Cosmo, insignito poi nel 2014 di medaglia d'Onore IMI, aveva raccontato alcuni terribili episodi dei giorni vissuti in prigionia recitando a chiosa della testimonianza "Il doloroso canto dei prigionieri", lirica da lui composta nel 1944 nel lager nazista.
Per Vasco Rossi questo tributo personale agli IMI affonda le radici nel proprio DNA. Il padre Giovanni Carlo Rossi, detto "Carlino", insignito di medaglia d’onore IMI nel 2020, fu infatti uno dei 650.000 soldati italiani che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 scelsero il "No" al nazifascismo, preferendo la deportazione al tradimento del giuramento alla Patria. Vasco Rossi, nato il 7 febbraio 1952 a Zocca (MO), porta il nome di un compagno di prigionia del padre che gli salvò la vita durante un bombardamento in Germania. Un gesto di gratitudine di Carlino per quel soldato mai dimenticato che con coraggio lo aveva soccorso in quei momenti drammatici permettendo il ritorno a casa e di formarsi successivamente la propria famiglia, dando vita al più amato rocker della musica italiana.
Vasco ha più volte ricordato come il padre tornò dalla prigionia fortemente dimagrito e segnato fisicamente, tanto da ipotizzare che la morte a soli 56 anni nel 1979 nell'esercizio della professione di camionista potrebbe essere stata una conseguenza delle sofferenze subite in prigionia.
I tristi ricordi del lager, la fame, i maltrattamenti subiti, la morte di alcuni compagni li aveva riportati in un diario trascritto poi dalla moglie, signora Novella Corsi.
La storia del conferimento della Medaglia d’Onore alla memoria di Giovanni Carlo Rossi ha rappresentato uno dei momenti mediaticamente più significativi nell'attività dell’associazione “Un ricordo per la pace”. Il percorso che ha portato questo prestigioso riconoscimento alla famiglia Rossi aveva avuto inizio nel luglio 2019, quando l’associazione lanciò un accorato appello pubblico a Vasco Rossi pubblicato in un articolo del "Resto del Carlino" di Modena.
L'associazione, impegnata da 15 anni nel progetto "Memoria agli IMI", aveva messo a fuoco la vicenda di Carlino, catturato all'isola d'Elba il 17 settembre 1943 e deportato nello Stalag VI D di Dortmund, in Germania, per aver rifiutato di collaborare con il nazifascismo. Vasco accolse con entusiasmo la proposta e l'associazione, come abitualmente opera anche per persone meno note, si fece carico gratuitamente dell'iter burocratico, operando in sinergia con il Comune di Zocca. La domanda ufficiale per il riconoscimento fu firmata dalla signora Novella Corsi, mamma del cantante e vedova di Carlino. Il 27 gennaio 2020, in occasione del Giorno della Memoria, presso la Prefettura di Modena, il Prefetto Pierluigi Faloni consegnò l'onorificenza alla signora Novella, accompagnata dal nipote Luca Rossi e dalla storica collaboratrice di Vasco Tania Sachs che aveva curato i contatti con l’associazione. Sebbene assente per motivi professionali, Vasco Rossi aveva voluto celebrare l'evento con un toccante video-messaggio sui social, ringraziando pubblicamente l'associazione apriliana per aver dato voce al "No" di suo padre e di tutti gli Internati Militari Italiani.
Quella degli IMI è stata per decenni una "resistenza senz'armi" ingiustamente oscurata, una coltre di oblio che testimonianze come quella di Cosmo Coccoluto contribuiscono a squarciare. L’attività divulgativa di “Un ricordo per la pace” continua e vuole essere stimolo ad aprire i personali cassetti della Memoria ed onorare i propri "eroi di famiglia". Possiamo pertanto dire con orgoglio che Aprilia si piazza ai primi posti nel panorama pontino per numero di onorificenze ricevute.
Il video di Coccoluto sulle pagine social di Vasco ha ricordato a migliaia di fan che la libertà è un bene prezioso conquistato a caro prezzo. Come sottolineato quest’anno nel discorso ufficiale del Prefetto di Latina Ciaramella, in un’epoca di linguaggi violenti spesso usati anche nei social, l’esempio di chi ha saputo dire "No" alla barbarie nazista resta uno dei riferimenti fondamentali per le nuove generazioni. La fiamma della memoria, alimentata anche da queste testimonianze, continua a bruciare per ricordarci che dimenticare gli orrori del passato significa esporsi fortemente al rischio di riviverli.
Grazie Vasco del tuo contributo e tantissimi Auguri per il tuo 74° compleanno dalla redazione del Giornale del Lazio e da tutti i tuoi numerosissimi fan locali.
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