4 maggio 2026

 


“La memoria dei Pionieri di Aprilia”

 una raccolta di immagini d’epoca per non disperdere il patrimonio storico della Città


progetto promosso dall’Associazione “Un ricordo per la pace"

Alice Basso (prima a sinistra) e ragazzi della famiglia Basso e Sittaro

di Elisa Bonacini

É stato celebrato giovedì 25 aprile scorso, in concomitanza della Festa nazionale della Liberazione, l’88° anniversario dalla Fondazione della Città di Aprilia. Quarta città dell'Agro Pontino bonificato, Aprilia venne fondata il 25 aprile 1936 da Benito Mussolini. Realizzata in 18 mesi su progetto degli architetti C. Petrucci e M. Tufaroli e degli ingegneri F. Paolini e R. Silenzi venne inaugurata il 29 ottobre 1937. Come madrina ebbe il più grande comune rurale d'Italia dell'epoca, la città di Capannori (Lucca) che portò in dono alla nuova città il Gonfalone. 

Il nome “Aprilia” deriva, oltre che dal mese di fondazione, da Venus Aprilia, “Venere Feconda” la divinità latina protettrice della rinascita e della prosperità. Nel 2012, su decreto del Presidente della Repubblica, le è stato conferito il titolo di Città (richiesta del Consiglio comunale n. 36 del 7 giugno 2011).

La data di fondazione di Aprilia è una ricorrenza che induce al ricordo dei Pionieri della bonifica ed ai coloni concessionari dei poderi ONC (Opera Nazionale Combattenti) che vi si insediarono negli anni '30. A quel periodo specifico è dedicato il progetto di raccolta di immagini inedite promosso dall’Associazione “Un ricordo per la pace”.  “La memoria dei Pionieri di Aprilia” è un progetto culturale che prende corpo nel 2011 per cogliere le testimonianze degli ultimi protagonisti viventi di quell’importante tassello della storia apriliana. Ora l’intento dell’associazione è quello di non disperdere il materiale fotografico d’epoca residuo, patrimonio storico della città. Finalità del progetto la realizzazione di un documentario e di una mostra fotografica. Si invitano pertanto alla collaborazione i cittadini di Aprilia eredi delle famiglie storiche di Aprilia presenti sul territorio dalla sua nascita. Il materiale fotografico d’epoca potrà arrivare sotto forma digitale preferibilmente in formato jpg alla email di “Un ricordo per la pace” el.bonacini@gmail.com 

Gli anni oggetto della raccolta sono quelli che vanno dagli anni 30 fino all’immediato dopoguerra.

Un modo di perpetuare la memoria di queste famiglie che arrivarono con tante speranze nella "terra promessa" appena bonificata. Fu l’Opera Nazionale Combattenti ad occuparsi della gestione dei terreni risanati e dei poderi che vi venivano costituiti affidandoli in concessione ai coloni, famiglie numerose provenienti per la maggior parte dal Veneto, Friuli ed Emilia, regioni allora povere e sovraffollate. Requisito fondamentale per l’assegnazione del podere aver avuto un combattente nella Grande Guerra. La coltivazione principale nel podere era quella del grano: l' “oro” dei coloni. Il grano prodotto era prelevato dall'O.N.C. e pagato con piccoli incentivi in denaro proporzionati ai quintali realizzati. Alle famiglie venivano lasciati due quintali a persona. Con i proventi della produzione del grano i coloni potevano sperare di riscattare il podere nei tempi previsti (circa 20 anni). Tra l'altro i coloni meno produttivi rischiavano di essere sostituiti e quindi di perdere il terreno. 

I coloni lavorarono duramente per rendere produttive le campagne, non tutte con lo stesso grado di fertilità: il loro è stato un contributo fondamentale anche nella ricostruzione post bellica, pagando un prezzo altissimo di vittime dei residuati bellici. A tutti la città di Aprilia deve eterna gratitudine.

Tra le testimonianze raccolte dall’associazione “Un ricordo per la pace” vogliamo ricordare quella di Alice Sittaro in Basso, scomparsa nel 2017.

Alice Sittaro, classe 1925, arrivò in territorio pontino nel 1933 proveniente da Fagagna (Udine),la sua era una famiglia composta da 7 persone. Nella video intervista realizzata nel 2011 presso la sua abitazione a Carano espresse quei ricordi ancora nitidi nella mente, in particolare il giorno della Fondazione di Aprilia. Lei, Alice aveva solo 11 anni: “Allora noi eravamo in un podere a borgo Montello. Vennero a prendere tutti i bambini della scuola del nostro borgo e quelli di borgo Bainsizza. Ci portarono con le “Pavesi” – ndr : trattori con rimorchio- a quella che poi sarebbe divenuta Aprilia. Non c'era ancora niente, solo un grande prato. C'erano tantissime persone, e tutte le autorità. A noi bambini sembrava una grande festa. Io ero molto emozionata, mi sentivo grande vestita da “piccola italiana”. Mussolini ci passò vicino sorridendoci. A me diede una carezza sulla guancia. Assistemmo così alla posa della prima pietra ad Aprilia. Era il 25 aprile 1936”.

Successivamente la famiglia Sittaro si dovette trasferire dal podere a Borgo Montello ad Aprilia località Carano, podere numero 253,  nelle vicinanze della tomba di Menotti Garibaldi, in quanto il primo podere assegnato era diventato molto più piccolo, poiché attraversato dal canale Mussolini.

Nella ricorrenza della data di fondazione di Aprilia un doveroso ricordo va allo storico apriliano Bernardino Tofani scomparso nel 2014. Bernardino Aprilia l'aveva vista nascere assistendo passo passo con occhi di bambino alla sua costruzione. Immenso il  suo lavoro di ricerca che ha divulgato con generosità in numerose pubblicazioni, tra cui “Aprilia e il suo territorio” un testo che dovrebbe essere messo a disposizione di tutte le scuole.

(cenni di storia di Aprilia https://www.comune.aprilia.lt.it/home/entrare/la-citta/)


Famiglia Fiorini presso podere ONC Aprilia







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